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Vivi la Città 2018-02-06T09:48:51+00:00

Ostuni, Ostuni! Chi sei tu, meravigliosa città?

“Dove vuoi che ti porti?” – mi chiese. Gli risposi che non avevo bisogno di grandi cose o viaggi lontani. Per sognare mi sarebbe bastato guardare le casette bianche all’orizzonte e ascoltare il rumore del mare. Mi sarebbe bastata la Città Bianca sullo sfondo. La mia Ostuni.

Ebbene sì, quella che state per leggere è una storia d’amore dentro un amore. Quello per un luogo. Per quel luogo di cui, solo qualche anno prima, mi ero follemente innamorata in vacanza. C’ero finita lì forse per caso, quel che è certo è che da allora ci sarei ritornata ogni qual volta avessi sentito il vuoto nel cuore. Perché Ostuni non è solo la classica meta dove trascorrere le vacanze. Ostuni è molto più. È uno stato d’animo. Un luogo da vivere. Per i suoi profumi, i suoi colori, i vicoli più stretti. I suoi sapori e la sua gente. Soprattutto le vecchine che al mattino gridano “è pronto il caffè!” Ed è per tutto il vicinato. Ostuni è una storia d’Amore. Da vivere e raccontare. Comincia da qui.

Arroccata su tre colli, Ostuni sorge nel cuore della Valle d’Itria ed è da qui che poi si volge e guarda al mare. La magia della Città Bianca è legata particolarmente al caratteristico colore delle sue case che ne costituiscono il centro storico. Il bianco è dovuto alla pittura a calce con la quale vengono tinteggiate le abitazioni. Non solo le più antiche, tanto che questa pratica continua ad essere utilizzata. La sua origine risale agli anni dell’epidemia di peste che colpi il Sud Italia. Fu proprio in tale occasione che la calce cominciò ad essere utilizzata come disinfettante più naturale, povero e dunque facile da trovare.
Al centro del borgo, poi, emerge dominante la sua Cattedrale. Imponente e visibile da differenti punti della città appare in stile a metà tra romanico e gotico. Quest’ultimo riconoscibile soprattutto per il grande rosone a 24 raggi posizionato in facciata. La Cattedrale di Ostuni è databile intorno al Quattrocento. Lungo via Cattedrale, poi, si trova l’ex Monastero carmelitano, oggi sede del Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale. Salendo ci si ritrova nella Piazzetta che porta l’omonimo nome dell’edificio Cattedrale. Qui, insieme ad alcuni negozietti, ristoranti e bar storici, ci si ritrova al centro di settecenteschi edifici del Palazzo Vescovile e del vecchio Seminario. Tutti collegati dal suggestivo Arco Scoppa, diverse volte reso punto privilegiato di speciali proiezioni di video mapping. Ancora, è nel Museo Diocesano che è possibile rintracciare lo straordinario e di notevole importanza patrimonio storico-artistico della Chiesa.

Nella città vecchia, tra vicoli e stradine, antichi forni, tipici ristoranti e locali notturni, si susseguono storiche chiesette e dimore signorili. Tutto ancora oggi appare così legato al passato, eppure così rinnovato. Le mura di cinta, poi, ne abbracciano e tengono stretta la città. Al di sotto di queste si estende l’antica zona degli orti, alla quale da poco è stata ridata vita e forte impulso produttivo.

Non solo città. Ostuni ha anche un’estesa zona di campi. Situata tra il mare e le colline. Queste parti risultano abbondantemente costituite da masserie, ormai note a livello internazionale per il loro essere accoglienti e lussuosi agriturismi. Altre sono state rese dei meravigliosi Resort, altre ancora raffinati ristoranti. E così, tra passato e presente, la Città Bianca non pare arrestarsi e continua a guardare avanti, anche a quello che sarà il suo futuro.

Bianco, verde e azzurro. Profumi sparsi nell’aria e pezzi di storia antica che si intrecciano a quella presente. Sapori di nonne perennemente con le mani in pasta e alle prese con i fornelli. Nient’altro. O forse si! Perché Ostuni è tanta e tanto altro ancora.

Detto tutto ciò non aggiunse altro. Mi prese per mano e mi portò ad Ostuni.